Russi

Russi, che in onore di Luigi Carlo Farini, fu insignita nel 1878 del titolo di città, vanta una storia millenaria, come attesta l’area archeologica della sua importante Villa Romana

Il centro storico è prevalentemente settecentesco, ciò è dovuto alla ricostruzione di gran parte degli edifici in seguito al terribile terremoto che colpì la Romagna nel 1688.

Sulla centrale Piazza Farini si affaccia la chiesa di S. Apollinare, riedificata nella seconda metà del sec. XVIII (in parrocchia, una “Crocifissione” attribuita alla scuola di Melozzo da Forlì). A fianco del Municipio, si scorgono i resti più vistosi dell’assetto medievale di Russi, dovuto a Guido da Polenta: il mastio e due torrioni della Rocca trecentesca, ora sede del Museo civico. Sempre in centro, valgono una sosta la chiesa di S. Maria dei Servi, del ‘700 e la Porta Nuova a cui conduce Corso Farini. Ai curiosi di piccoli musei può interessare, in via D’Azeglio, la bella Raccolta di Campane e di ceramica rustica romagnola.

A due chilometri dal centro storico, su via Fiumazzo si incontra il sito archeologico della Villa Romana. Gli scavi, avviati nel 1938, hanno restituito un grande complesso residenziale e produttivo di più di 3500 mq, formatosi in età augustea e attivo fino al IV secolo

Tra gli edifici, racchiusi da un portico esterno, si distinguono un quartiere residenziale con mosaici pavimentali di notevole bellezza e costruzioni lignee di servizio; le pitture parietali e le suppellettili sono raccolte nella sezione archeologica del Museo civico. Circonda la villa un’area di riequilibrio ambientale, con bosco igrofilo e stagno perenne, estesa su 13 ettari dentro una cava di argilla esaurita.

Continuando in via Fiumazzo si arriva a palazzo San Giacomo, o palazzo Rasponi, che si protende verso l’argine destro del Lamone. Di aspetto monumentale, il palazzo contiene begli affreschi a tema mitologico e allegorico; si tratta del più vasto ciclo pittorico del Sei/Settecento presente in Romagna. Nel 1757 si aggiunse la cappella esterna, poi ristrutturata da Cosimo Morelli.

In località Godo si possono ammirare la Pieve di Santo Stefano in Tegurio, risalente all’VIII secolo, e il Museo dell’arredo contemporaneo, che ripercorre la storia dell’arredamento dal 1880 al 1980. Nella frazione di San Pancrazio, l’omonima pieve, un edificio a tre navate di fondazione alto medievale, e il Museo della vita contadina in Romagna.